Roma, 24 nov – Negativo, soprattutto a livello regionale, il risultato per quel che riguarda il regime fiscale: inchiodata all’ultima posizione in Europa, l’Italia passa dal settantottesimo al settantanovesimo posto nel mondo. Con le dovute cautele nell’interpretare i dati relativi al sistema finanziario, data la particolare e critica congiuntura economica, secondo l’Economist non ci sarà alcun cambiamento nel posizionamento mondiale dell’Italia, ma un peggioramento contenuto a livello regionale (da 14° a 15°), nonostante un incremento dell’indice per il nostro Paese. Anche sulle infrastrutture pesa una previsione poco felice (perdita di una posizione a livello regionale, ventisettesimo posto confermato a livello regionale) sebbene alcuni sub-indicatori (quelli legati alle telecomunicazioni ed alle infrastrutture portuali) registrino un incremento positivo. Qualche miglioramento è invece previsto nel caso delle politiche per l’impresa e la concorrenza, dove ci si aspetta un recupero di tre posizioni nella classifica mondiale grazie anche alla spinta degli indici legati ad attività normativa, controllo dello Stato e protezione dell’azionariato di minoranza. Una posizione guadagnata, infine, nella classifica regionale e due in quella mondiale anche per l’indice relativo alle politiche per gli investimenti esteri. “I problemi strutturali che caratterizzano il nostro paese, aggravati dalla congiuntura negativa, rendono la situazione economica italiana particolarmente delicata” – afferma Elido Fazi, Amministratore Delegato della società di informazione, formazione e consulenza Business International. Sono necessari interventi mirati e riforme strutturali per far ripartire la crescita del nostro paese e rilanciare la nostra economia”.