Torino, 24 gen – “L’educazione finanziaria e i nuovi italiani” è l’indagine che il Museo del Risparmio presenta oggi a Torino in una giornata di lavori con associazioni del settore ed esperti: una ricerca condotta da Ipsos nel corso del 2018, sulla base di un campione rappresentativo per provenienza, permanenza nel paese (da 3 tra a 10 anni), titolo di studio, occupazione e genere. Gli stranieri intervistati sono immigrati economici residenti in Italia, per i quali la gestione del denaro e del risparmio è un aspetto doppiamente importante al fine di essere cittadini attivi e per gli obiettivi che si sono dati nel lasciare i paesi d’origine. Il 49% dichiara di riuscire a risparmiare, spinto da un “bisogno di tranquillità” e il 21% riesce a mettere via più del 20% del reddito. L’obiettivo principale (77%) è realizzare progetti in Italia. Per la prima volta una ricerca si concentra sul loro livello di alfabetizzazione economico-finanziaria. Il quadro è articolato, ma con un dato di sintesi significativo: il grado di conoscenza è vicino a quello degli italiani, addirittura superiore nel caso delle donne provenienti da Europa dell’est e America del sud. Il 30% degli immigrati intervistati possiede infatti le conoscenze necessarie per rispondere alle cinque domande utilizzate per testare l’educazione di base. Con l’aumentare del livello di difficoltà delle domande, si verifica un fenomeno già noto in questo genere di ricerche, ovvero il bias cognitivo per cui il 28% pensa di saper rispondere correttamente, mentre in realtà le risposte sono errate. La percentuale, anche in questo caso, si avvicina a quella rilevata tra gli italiani. (SEGUE)