Roma, 25 nov – “Se non continuo a scrivere rischio di crollare”. Lo afferma Roberto Saviano in una intervista a Le Figaro nella quale lo scrittore lamenta “di essere stanco di una vita da reietto”. “D’altra parte – afferma – non so neppure come qualificare la mia esistenza: sono in una situazione che oscilla fra quella di un uomo iperprotetto e quella di un prigioniero, che cambia galera ogni settimana” e al quale non è concessa “la libertà di un ritardo, di una piccola pausa, di una passeggiata”. “Non avere più una casa, uno studio, una biblioteca: questa è la cosa più difficile” confessa ancora l’autore di Gomorra. “All’inizio – aggiunge -, ci si dice che è un po’ romantico, che si ha una vita diversa dagli altri, ma si capisce in fretta che non c’è nulla di romantico in questo nomadismo forzato”. Lo scrittore dichiara inoltre di “vivere giorno per giorno” e di stare portando avanti “due battaglie”: “Una riguarda il mio stile di vita, che mi pesa sempre di più. L’altra, più dura, è una battaglia morale perché la classe dirigente del sud Italia non mi sopporta più”.