Roma, 25 gennaio – Con tre giorni di ritardo rispetto all’iniziale tabella di marcia e inevitabile corollario di polemiche, solo nella serata di giovedì 24 le Commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici hanno trasmesso all’Aula il decreto semplificazioni. A bloccare i lavori non sono stati tanto i problemi tecnici (che pure ci sono stati) legati ai pareri della Commissione Bilancio, quanto la difficoltà della maggioranza di sciogliere il nodo politico sulla moratoria alle trivellazioni offshore. Alla fine l’accordo tra M5S e Lega è stato raggiunto su una sospensione per 18 mesi (e non 24, come si era inizialmente pensato) di tutti i procedimenti di autorizzazione per attività di ricerca, anche quelli già avviati. In questo lasso di tempo andrà approvato il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee, che individuerà le zone in cui sarà o non sarà possibile trivellare. La moratoria non riguarderà le domande di concessione di coltivazione, ossia le attività in stato più avanzato (ad esempio la realizzazione di pozzi di sviluppo e centrali di raccolta e trattamento). Infine, i canoni a carico dei concessionari aumenteranno già dal 1 gennaio scorso fino a 25 volte quelli attuali (anche se il M5S avrebbe voluto arrivare a 35), con un maggior introito per lo Stato di 16 milioni nel 2019 e 28 milioni nel 2020. Tra le altre modifiche approvate, spicca la cancellazione della cosiddetta tassa sulla bontà introdotta dall’ultima manovra: un emendamento del Pd riporta infatti l’aliquota Ires per gli Enti del Terzo settore al 12 per cento. Poi ci sono le proposte del Governo, a partire dall’inserimento nel testo del decreto ncc, con l’obbligo per gli autisti di partire solo dal Comune che ha rilasciato la licenza e tornarvi alla fine di ogni servizio, a meno che non ne sia stato precedentemente prenotato un altro ma sempre all’interno della Provincia o dell’area metropolitana di riferimento del Comune di licenza. Anche in questo caso c’è una moratoria di massimo un anno per nuove licenze, in attesa della piena operatività del neonato Registro nazionale delle imprese. Tra le altre proposte dell’Esecutivo, da segnalare i 10 milioni per le famiglie delle vittime e per i feriti della tragedia di Rigopiano e l’obbligo per i consigli forensi scaduti a fine 2018 di convocare l’assemblea elettiva entro luglio. (SEGUE)
