PARMA: AVANGUARDIE IN GERMANIA
Fino al 24 febbraio il Palazzo del Governatore di Parma accoglie la mostra “Dall’espressionismo alla nuova oggettività. Avanguardie in Germania” che propone 40 opere dei maggiori rappresentanti di queste correnti culturali e artistiche, da Ernest Ludwig Kirchner a Emil Nolde, da Alexei Jawlensky ad August Macke, da Vassilj Kandinskij a Franz Marc, sviluppatesi in Germania nei primi del Novecento, provenienti dal Von der Heydt Museum di Wuppertal (Germania).La rassegna è organizzata da Solares Fondazione delle Arti, in collaborazione con il Von Der Heydt Museum di Wuppertal, con il contributo del Comune di Parma, col sostegno di Iren e di CePIM – Interporto di Parma. Fino al 24 febbraio le sale del Castello di Novara si aprono per accogliere la mostra “Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini”. L’esposizione presenta 80 capolavori di pittura e scultura tutti provenienti da prestigiose raccolte private, di autori quali Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Carlo Fornara, Domenico e Gerolamo Induno, Silvestro Lega, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Federico Zandomeneghi, che testimonia l’importanza storica del fenomeno del collezionismo nello sviluppo delle arti in Italia, dall’Unità nazionale ai primi anni del Novecento.La storia delle arti figurative in Italia nel secondo Ottocento s’intreccia, infatti, con le vicende dei raccoglitori di opere d’arte e, più in generale, del mecenatismo culturale. Dopo il 1860, s’intensifica il fenomeno del collezionismo di dipinti e sculture da parte di una sempre più ampia fascia di pubblico, composta in prevalenza da esponenti della borghesia delle imprese e dei commerci e delle professioni civili.
ROMA: PROROGATA “LA STANZA DI MANTEGNA”
Dato il successo registrato dalla mostra La stanza di Mantegna. Capolavori dal Museo Jacquemart-André di Parigi, l’esposizione rimarrà visibile a Palazzo Barberini, sede delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, a Roma, fino al 3 febbraio. Sei le opere in mostra, raccolte dal celebre collezionista Edouard André (Parigi 1833-1894) e da sua moglie Nélie Jacquemart (Parigi 1841-1912), che lasciarono in eredità la loro prestigiosa collezione allo Stato francese. La selezione è incentrata sul capolavoro di Andrea Mantegna, Ecce Homo, affiancato dalla Madonna con il Bambino tra i santi Gerolamo e Ludovico di Tolosa, la Madonna col Bambino, di Giovanni Battista Cima da Conegliano, il raro ritratto su pergamena di Giorgio Schiavone, il disegno di scuola mantegnesca, Ercole e Anteo, il bronzetto di Andrea Briosco, detto il Riccio.
BERGAMO: GLI SPETTRI DI OSCAR GIACONIA
Alla Gamec – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, fino al 24 febbraio, “Hoysteria” è la prima personale di Oscar Giaconia (Milano, 1978). Locandieri, falsari, vecchi nostromi, sentinelle, spettri e mostri – i soggetti che popolano i quadri dell’artista – abitano lo Spazio Zero del museo mettendo in scena una “degenerazione contemporanea della pittura di genere”. (red)
TORINO: ZHENG BO, L’ARTISTA DELLE “ERBACCE”
Al PAV Parco Arte Vivente di Torino, fino al 24 febbraio, la prima personale italiana dell’artista cinese Zheng Bo (Pechino 1974). Intitolata “Weed Party III”, la mostra è pensata appositamente per il PAV e si confronta con specie vegetali del territorio piemontese. Attento indagatore del rapporto tra piante, società e politica, Zheng Bo, è tra i più interessanti artisti cinesi dell’ultima generazione. A partire dal 2003 la pratica artistica socialmente impegnata di Zheng Bo ha riguardato ecologia, progetti partecipativi, comunità marginalizzate e tematiche di genere. L’artista indaga il rapporto tra il carattere incontrollabile dei movimenti politici spontanei ed il potere infestante e inestirpabile delle piante cosiddette parassitarie. L’uso frequente delle piante selvatiche tipiche degli ambienti urbani – e considerate convenzionalmente erbacce – connette il suo lavoro a metafore politiche in cui ciò che è sgradito, abbandonato, dimenticato o “fuori posto” diventa una sostanziale forza ecologica per diffondere culture di resistenza e resilienza. Il Weed Party concepito per il PAV si pone come il terzo appuntamento dopo il giardino d’erbacce e terra realizzato per al Leo Xu Projects di Shanghai nel 2015 ed il lavoro sulle felci per TheCube Project Space di Taipei nel 2016. (red)
BOLOGNA: WARHOL&FRIENDS
Fino al 24 febbraio, a Palazzo Albergati di Bologna, in mostra circa 150 opere che raccontano Andy Warhol, la sua vita e la sua produzione. Ma non solo. Tra storie di eccessi, trasgressione e mondanità, la mostra “Warhol&Friends. New York negli anni ’80” presenta i protagonisti del vivacissimo clima artistico di una sempre nuova New York come Jean-Michel Basquiat (quest’anno è il trentennale della sua morte), Francesco Clemente, Keith Haring, Julian Schnabel e Jeff Koons, a raccontare il fermento irripetibile di un decennio che ha visto combinarsi arte, musica, cinema e letteratura, nel momento in cui gallerie e mercato internazionale decretano il clamoroso successo del ritorno alla pittura. In mostra con 36 opere e 38 polaroid Andy Warhol che, dopo essere stato vittima nel 1968 di un terribile attentato, proprio all’inizio degli anni ‘80 torna al centro della vita artistica e sociale di New York realizzando alcuni tra i suoi cicli più interessanti presenti in mostra come Shoes, Hammer &Sickle, Camouflage, Lenin, Joseph Beuys, Vesuvius, Knives.
BOLOGNA: L’ANIMA NEI CAPOLAVORI ANTICHI
I Musei Civici d’Arte Antica di Bologna proseguono nell’impegno per la valorizzazione delle collezioni comunali d’arte in concomitanza con i lavori di ripristino della copertura di Palazzo d’Accursio, la cui conclusione è prevista nella primavera. Un nuovo ordinamento del percorso espositivo propone un tema fondamentale nella cultura figurativa occidentale, la rappresentazione del divino e della figura umana, nella mostra “L’anima e il corpo. Immagini del sacro e del profano tra Medioevo ed Età moderna”, fino al 24 febbraio. L’esposizione ricompone alcune delle opere di maggiore rilevanza storico-artistica del museo – tra cui la ricca collezione di sculture e di dipinti medievali dei Primitivi; le preziose tavole di Francesco Francia, Amico Aspertini, Luca Signorelli e le tele di Prospero Fontana, Ludovico Carracci, Michele Desubleo, Guido Cagnacci, Donato Creti, Gaetano Gandolfi, Pelagio Palagi – narrando, da un lato, l’essenza del divino, dall’altra, la vita e i sentimenti quotidiani. La mostra offre inoltre la straordinaria possibilità di vedere ricostruito in parte un capolavoro perduto di Luca Signorelli – la pala con il Compianto sul Cristo morto che il pittore rinascimentale realizzò tra il 1504 e il 1505 per la chiesa di Sant’Agostino a Matelica – riaccostando due frammenti ad essa appartenuti: la Testa di donna piangente, conservata alle Collezioni Comunali d’Arte, e la bellissima Testa di Cristo, generosamente concessa in deposito quinquennale al museo da Unicredit Art Collection.
TRENTO: IL ‘900 ITALIANO E MARGHERITA SARFATTI
Giornalista, critica e promotrice dell’arte italiana tra le due guerre, Margherita Sarfatti (1880-1961) brilla nel panorama internazionale del primo Novecento per cultura, talento e ambizione. La nascita in una facoltosa famiglia israelita, l’istruzione con illustri precettori e la spiccata personalità delineano la figura di una donna colta e appassionata, ma anche complessa e controversa. Amica di intellettuali e artisti, socialista e poi sostenitrice del regime fascista, lega il suo nome al gruppo di Novecento Italiano, che segue nella prima formazione e promuove con tenacia dal 1924 superando i confini nazionali. Sono gli anni del ritorno all’ordine e del recupero della tradizione artistica, che Sarfatti interpreta coniando la celebre definizione di “moderna classicità”. Dagli esordi giovanili alle vicende del secondo dopoguerra, l’esposizione “Margherita Sarfatti. Il Novecento Italiano nel mondo”, al Mart di Rovereto fino al 24 febbraio, fa luce sull’ambizioso programma di espansione culturale di Sarfatti, con particolare attenzione alle mostre organizzate in Francia, Germania, Olanda, Ungheria, Svizzera, Scandinavia, Argentina e Uruguay. A documentarne le circostanze sono i materiali del prezioso Fondo Sarfatti, giunto a Rovereto nel 2009 e conservato nell’Archivio del ‘900 del Mart. Organizzata in sei sezioni tematiche, la mostra presenta cento capolavori di trenta grandi maestri come Boccioni, Bucci, Carrà, Casorati, de Chirico, Dudreville, Funi, Malerba, Marussig, Morandi, Oppi, Rosso, Severini, Sironi, Wildt.
