Roma, 25 gen – Prosegue nelle Commissioni Affari costituzionali ed Esteri il dibattito sulla risoluzione del Pd che chiede al Governo di attivarsi per garantire i diritti umani in Eritrea e l’asilo politico ai cittadini di quel Paese fino al completo ristabilimento delle libertà civili e all’abolizione del servizio militare obbligatorio. “Il Governo – ha affermato il viceministro degli Esteri Del Re – intende sviluppare azioni concrete di supporto al processo di democratizzazione in atto nella regione, all’interno del quale la promozione dei diritti umani costituisce un elemento portante”: come esempi di questo approccio che non si limiterebbe solo a favorire i rapporti commerciali, il viceministro ha portato la riapertura di una sede operativa della cooperazione italiana ad Asmara, la concessione di borse di studio a giovani eritrei per venire in Italia e il sostegno all’accordo di pace Etipia-Eritrea dello scorso settembre. Nelle prossime settimane, Pd e M5S (che a sua volta ha presentato una propria risoluzione) lavoreranno a un documento unitario. Le Commissioni Giustizia ed Esteri hanno invece incardinato le ratifiche della Convenzione di Santiago de Compostela del Consiglio d’Europa contro il traffico di organi e di due emendamenti alla Convenzione dei diritti dell’uomo: in entrambi i casi dovrebbero svolgersi alcune audizioni. La Commissione Affari costituzionali ha ripreso l’iter della passaggio dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche all’Emilia-Romagna, iter che proseguirà anche nonostante il Consiglio regionale delle Marche non abbia espresso il proprio parere (motivandolo con la circostanza che il referendum che ha dato origine alla proposta risale a 11 anni fa). Rinviato su richiesta di Fi il voto sulla nomina di Gian Carlo Blangiardo alla presidenza dell’Istat (sulla quale c’è il sì, oltre che di M5S e Lega, anche di Fdi) mentre è stato approvato il parere favorevole al ddl sulla legittima difesa che è stato poi trasmesso all’Aula dalla Commissione Giustizia. Il testo tornerà però al Senato visto che proprio in extremis è stato approvato un emendamento dei relatori Zanettin (Fi) e Turi (Lega) che recepisce la condizione posta dalla Commissione Bilancio per l’aggiornamento e la parziale modifica della copertura finanziaria. In particolare, dalla norma sulla liquidazione degli onorari degli avvocati di chi poi viene prosciolto grazie alla nuova legge viene cancellato il riferimento al 2018 e viene ricalibrata la copertura dei fondi 2019. (segue)
