Roma, 28 gen – Poco meno della metà dell’intero export agroalimentare meridionale, il 44%, lo ha fornito una sola regione, la Campania, che esporta soprattutto prodotti trasformati. Seguono, in graduatoria, Puglia e Sicilia, la prima con prodotti da forno e farinacei e con l’olio. Un importante contributo lo ha dato il settore del vino, soprattutto in Sicilia e Puglia, regioni con la maggior superficie vitata italiana. I mercati di sbocco più importanti per l’export agroalimentare meridionale sono Germania, Inghilterra, Stati Uniti e Francia. Da soli questi paesi assorbono circa il 48% delle esportazioni agroalimentari della circoscrizione. Le esportazioni verso la Germania sono concentrate soprattutto nel comparto dell’ortofrutta fresca e trasformata; verso il Regno Unito sono dirette le esportazioni di ortofrutta trasformata, soprattutto conserve di pomodoro, e pasta; al mercato statunitense sono destinati principalmente pasta (il 20% del valore dei prodotti farinacei esportati), frutta e ortaggi lavorati, olio di oliva (poco meno di un quarto delle esportazioni meridionali di olio) e prodotti dell’industria casearia. (red)