Roma, 28 gen – Le rifugiate hanno, infatti, la metà delle probabilità di iscriversi alle superiori rispetto ai coetanei maschi. Una situazione allarmante e drammatica: perché crescendo il divario di genere in età scolare aumenta pure l’emarginazione, complici anche le convenzioni sociali e culturali che danno la priorità ai ragazzi nell’andare a scuola rispetto alle coetanee, le strutture inadeguate, oltre ai costi proibitivi per le famiglie dei libri, delle divise scolastiche degli spostamenti per raggiungere gli edifici scolastici. Secondo un recente studio della Banca Mondiale questa situazione determina un costo di 30mila miliardi di dollari in termini di produttività e mancati guadagni. Mentre secondo i dati Unesco, se tutte le ragazze potessero completare la scuola primaria i matrimoni precoci si ridurrebbero del 14% (diminuendo al 64% se terminassero la scuola secondaria), come si ridurrebbero anche la mortalità infantile dovuta alla diarrea, alla malaria o alla polmonite dell’8% con l’istruzione primaria e del 30% con quella secondaria. (PO / SEGUE)