Roma, 29 gen – “La collaborazione con la procura generale del Cairo ha avuto alcuni esiti positivi, ma non ha finora consentito l’acquisizione di prove certe di colpevolezza. Io credo che dal punto di vista giudiziario, la situazione possa essere sbloccata solo da elementi nuovi che dovessero essere acquisiti, e a noi trasmessi, dall’autorità egiziana”. Così il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, in una intervista a La Stampa, torna a parlare della situazione di stallo sul caso Regeni.
(red)