Roma, 29 gen – Il viaggio tra gli italiani all’estero inizia dai numeri: nel 2007, ormai 12 anni fa, furono 36 mila le persone che cancellarono la residenza in Italia per trasferirsi all’estero. Passa un decennio e quel numero triplica, toccando le 128 mila unità. L’ultimo numero della rivista bimestrale de il Mulino sceglie la forma monografica per raccontare il «paese altrove», quel nuovo grande ciclo migratorio che rischia di riportare l’Italia agli anni 70 del secolo scorso. “Un fenomeno ben presente tra gli specialisti ma di cui la politica non si occupa e sa molto poco o nulla, impegnata com’è a chiudere i porti e a urlare di invasioni dal sud del mondo. I dati parlano chiaro: dal 2010 – si legge su Il Manifesto che ripropone oggi la sintesi della ricerca de Il Mulino – la crisi ha riaperto i rubinetti dell’emigrazione italiana all’estero, e a partire non sono stati solo i “cervelli in fuga”, ma anche diplomati e non, e pure i pensionati. Nel volume si susseguono storie di emigrazione e saggi per contestualizzare il contesto e i paesi di arrivo”. (kgn)