Da quando c’è il nuovo governo composto da Lega e Movimento 5 Stelle “l’Italia in Europa conta di più”. Lo dice il ministro per gli Affari europei Paolo Savona, in una audizione al Senato. “Da quanto ho appreso in Consiglio dei ministri Ue, l’Italia oggi conta di più perché ha, rispetto ad altri Paesi, una maggioranza altri Governi non hanno”. Questo, secondo il ministro, si è tradotto in fase di trattative con l’Unione europea sulla manovra in un “riconoscimento delle richieste avanzate, per le quali siamo stati accontentati. Naturalmente, questo ha comportato alcune complicazioni nella gestione del bilancio: una cosa era gestirlo al 2,4%, e una cosa diversa era gestirlo al 2%”. Savona si riferisce al lungo e serrato dibattito sulla percentuale del rapporto tra il debito e il Prodotto interno lordo prevista nella legge di bilancio presentata a dicembre: all’inizio l’Italia ha proposto un 2,4% che comportava una ingente spesa pubblica, poi ridotto al 2,04% dopo le trattative con Bruxelles. D’altra parte secondo Savona la stessa Unione Europea in questo momento si pone come un interlocutore non credibile perché Parlamento europeo, Commissione e vertici della Bce sono tutti in scadenza nel 2019. Secondo il ministro in Europa ora c’è “la coscienza che fare investimenti sia molto importante” ma su questo “non c’è stata la spinta che ci sarebbe dovuta essere”. Savona ha parlato anche di Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue: “Andavano messe avanti le trattative sul libero scambio, ma l’Europa ha messo in piedi un deal che era un meccanismo infernale, era chiaro che i britannici avrebbero rifiutato”.
(Sis)