Bruxelles, 30 gen – È importante sottolineare che tali misure non mitigheranno e non potranno mitigare l’impatto generale di uno scenario “no deal”, né compenseranno in alcun modo la mancanza di preparazione. Esse non ricreeranno tutti i vantaggi dell’adesione all’UE né le condizioni favorevoli per un eventuale periodo di transizione previste dall’accordo di recesso. Le proposte odierne sono di natura temporanea, di portata limitata e saranno adottate unilateralmente dall’UE. Tengono conto delle discussioni con gli Stati membri. La Commissione continuerà a sostenere gli Stati membri nel loro lavoro di preparazione e ha intensificato i suoi sforzi, ad esempio organizzando visite in tutte le capitali dell’UE a 27. Il programma Erasmus+ è uno dei programmi faro dell’UE. Il 30 marzo 14 000 giovani dell’UE a 27 (compresi studenti, tirocinanti nell’istruzione superiore e nella formazione professionale, giovani discenti e personale docente) si troveranno nel Regno Unito grazie al programma Erasmus+ e 7mila giovani del Regno Unito si troveranno nell’UE a 27. In caso di uno scenario “no deal” non sarebbero in grado di portare a termine il loro semestre Erasmus+ e potrebbero non essere più ammessi a beneficiare delle borse di studio. La proposta odierna intende porre rimedio a tale situazione garantendo che in uno scenario di questo tipo gli studenti e i tirocinanti all’estero che partecipano al programma Erasmus+ al momento del recesso del Regno Unito possano completare gli studi e continuare a ricevere i relativi finanziamenti o borse di studio. (SEGUE)