Firenze, 28 nov – “Una madre coraggio che cercava giustizia e verità”. Sono le parole di Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, in ricordo di Polda Barsottini, una delle madri italiane di Plaza de Mayo, toscana di Levigliani, in provincia di Lucca, scomparsa lunedì scorso a 86 anni. Partecipazione e cordoglio ha espresso anche Lorenzo Murgia, vice presidente del “Toscani all’estero”, che in questi giorni sta guidando una delegazione regionale in visita alle associazioni toscane in Argentina. La storia di Polda Barsottini in Sud America comincia a sei anni quando emigrò con la sua famiglia. Ne passarono un po’ quando Il figlio, Guillermo, venne rapito a Buenos Aires nel 1976 per strada, insieme alla fidanzata Maria, dagli uomini della dittatura militare, diventando col tempo uno dei 30mila desaparecidos argentini. Guillermo aveva 24 anni, studiava architettura ed era un militante del gruppo guerrigliero Erp. La sua fidanzata venne rilasciata alla fine del 1977 e per le torture perse il figlio che aveva in grembo. La signora Barsottini, che non ha mai preso la cittadinanza argentina, lasciò il suo lavoro di sarta e per trent’anni ha speso tutte le energie alla ricerca di notizie certe sulle ultime ore del figlio. “Polda è diventata il simbolo di tante madri coraggio, ricordo vivido di un grande dramma” conclude Martini. L’anno scorso la Regione, proprio per la sua vita spesa alla ricerca del figlio e di una giustizia mai raggiunta, le conferì il Gonfalone d’Argento.
(Cld/Sis)