Roma, 4 feb – Il persistente divario Nord-Sud nei servizi di pubblica di utilità influisce sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini e condiziona lo sviluppo delle imprese meridionali. E’ quanto fotografa la ricerca promossa da Utilitalia in collaborazione con la Svimez. Nel 2016, la produzione dei servizi di pubblica utilità realizzata dalle 245 aziende partecipate dagli Enti Locali con sede legale nelle regioni del Mezzogiorno è stata comparativamente esigua rispetto al Centro-Nord; conseguenza del fatto che le imprese meridionali del settore sono troppo poche e il più delle volte sottodimensionate economicamente. La produzione per abitante dei servizi di pubblica utilità al Sud, circa 201 euro, è meno di un quarto di quella del resto del Paese, 972 euro per abitante all’incirca. A una produzione troppo contenuta si affianca un livello molto basso di investimenti: poco più di 22 euro per abitante contro oltre 124 nelle regioni centrali e settentrionali. Con significative differenze a livello territoriale: in Puglia sono stati investiti in servizi di pubblica utilità oltre 44,6 euro per abitante, oltre tre volte rispetto alla Campania, 13,1. (SEGUE)