Roma, 4 feb – “Tuttavia – ha proseguito Pascali – i tempi sono cambiati. Al giorno d’oggi, per le aziende basate sui dati, la parola d’ordine è cautela. Le violazioni di alto profilo e l’introduzione del GDPR hanno fatto riflettere. I consumatori sono ora molto più diffidenti riguardo ai dati che distribuiscono e a come vengono salvaguardati, anche se hanno la sensazione di ricevere qualcosa in cambio. Nell’economia moderna dei dati, le aziende hanno due responsabilità: in primo luogo, comprendere i loro clienti e, in secondo luogo, proteggere adeguatamente i loro dati. Questo non è semplicemente un atto nobile verso i propri clienti: una nostra ricerca ha svelato che una scarsa protezione dei dati può avere un impatto di business negativo – il 56% dei consumatori abbandonerebbe un’azienda che non protegge i propri dati e il 47% si rivolgerebbe a un competitor”. (red / BIG ITALY)