Non solo la comunicazione immediata al pm delle denunce delle donne vittime di violenza da parte della polizia giudiziaria e l’obbligo per il magistrato di ascoltarle nel giro di tre giorni. Il Codice Rosso, approvato lo scorso 28 novembre dal Consiglio dei ministri, contiene anche altre misure come l’obbligo per le forze di polizia di seguire corsi di formazione ad hoc. Il disegno di legge è ora alla Commissione Giustizia della Camera e per questo il ministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, lancia un appello “bipartisan, a tutte le forze politiche, un invito che non ha alcun colore politico, perché questa legge possa camminare velocemente” come spiega in una intervista al Qiotidiano Nazionale. E precisa che “è una legge che offre alla donna che fa una denuncia di maltrattamento o di violenza domestica la possibilità di parlare entro tre giorni dalla presentazione dell’atto con il magistrato. Avere un colloquio immediato con il magistrato è indispensabile perché questi si possa rendere conto dell’urgenza della situazione. Poi, certo, ci sono anche le denunce strumentali o per isteria, 106 ma quelle non verranno prese in considerazione. Si tratta di una corsia di accelerazione e di fatti il nome deriva da un parallelismo con quanto avviene in ospedale: al Pronto soccorso il codice rosso ha la precedenza”. Il ministro ed avvocato parla di un “fenomeno che reputo di una gravità inaudita”: “Le donne trovano la forza per denunciare ma non hanno una risposta tempestiva da parte della magistratura, risposta che sarebbe indispensabile per garantire la loro incolumità fisica. A me sono capitati troppi casi di donne che hanno denunciato ma non hanno ricevuto alcun aiuto in tempi ragionevoli. Ne cito una per tutte: Noemi Durini è stata uccisa giovanissima, la sua mamma aveva già denunciato in passato il fidanzato”. (5 feb – red)
