Centralità della persona, rispetto dell’ambiente e volontà di rifondare il senso di comunità e democrazia: sono i valori fondanti dell’agricoltura sociale, oggi al centro di una conferenza internazionale a Palazzo Giustiniani che ha messo a fuoco la dimensione euro-mediterranea del fenomeno, analizzandone prospettive, sviluppi e potenzialità. Nel corso dell’evento – promosso da Ases-Agricoltori solidarietà e sviluppo, Cia-Agricoltori Italiani e Forum nazionale agricoltura sociale – è stata presentata la Carta internazionale dell’agricoltura sociale, con l’obiettivo di arrivare in Europa e nel mondo a una definizione unica e a regole condivise, tutt’ora mancanti. La conferenza è stata un ‘occasione di confronto, attraverso testimonianze internazionali provenienti da Germania, Belgio, Regno Unito, Repubblica Ceca e Olanda.
OBIETTIVI. “L’obiettivo – spiega a 9colonne Cinzia Pagni, presidente Ases – è la condivisione dei valori: quando si parla di agricoltura sociale si parla di tanti mondi diversi, soprattutto quando si valicano i confini italiani e ci si confronta con altre culture e con altre tradizioni. Per fare proposte politiche e avere una visione dello sviluppo economico e sociale dell’Italia, dell’Europa e del mondo – aggiunge – siamo partiti da valori come la centralità della persona, la condivisione di beni comuni come acqua, terra ma anche le tradizioni di ogni comunità. E’ un percorso che Cia, Ases e Forum stanno facendo da due anni, prima in una dimensione italiana ed europea e ora internazionale. Ases e altri partner del Forum fanno infatti anche cooperazione internazionale: abbiamo avviato attività di agricoltura sociale in Paesi come Paraguay, Mozambico, Libano e Senegal. Siamo convinti – conclude – che l’agricoltura sociale sia uno strumento per fare la differenza nello sviluppo economico e sociale di ogni Paese”.
LEGGE. In Italia una legge sull’agricoltura sociale è stata varata nell’estate del 2015 e sono in procinto di arrivare i decreti attuativi: “E’ stato un percorso legislativo complesso – spiega Pagni – per mettere insieme due mondi diversi come agricoltura e sociale. Ora i decreti attuativi sono alla firma, ne abbiamo assoluta necessità perché ci sono tante leggi regionali che hanno vesti diverse”. Ad assicurare il sostegno del mondo politico-istituzionale la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco, che ha sottolineato il ruolo importante “svolto da corpi intermedi come la Cia per lo sviluppo del paese, con una forza e uno slancio che non devono perdere. Il dialogo tra la rappresentanza istituzionale e la rappresentanza dello sviluppo economico e sociale è l’unica chiave per la crescita della società, con un impegno legislativo che accompagni tutto questo”. Il presidente della Cia Dino Scanavino, dal canto suo, sottolinea come la coltivazione e la produzione di cibo sostenibili “fanno parte del secondo obiettivo dell’Agenda 2030, ma dovrebbero essere al primo posto” perché l’attenzione al sociale e all’ambiente rappresenta il “paradigma del futuro per l’attività sociale ed economica”. Giuliano Ciano, portavoce del Forum, ha infine raccontato come i fenomeni di agricoltura sociale nei beni confiscati alla criminalità organizzata siano stati l’occasione per “innescare un cambiamento culturale contro le mafie”. (Roc – 6 feb)