Roma, 2 dic – Partendo dalle proteste per la sentenza della Cassazione che ha assolto l’immigrato macedone Ilco Ristoc, denunciato e processato perché “non si era accontentato di portare in Italia con tutte le carte in regola solo la moglie e il bambino più piccolo ma anche la figlioletta Silvana, che aveva 12 anni”, Gian Antonio Stella, sulla prima pagina del Corriere della Sera, firma un articolo dal titolo “I 30 mila bimbi italiani clandestini in Svizzera” nel quale ricorda che “larga parte dei nostri emigrati, almeno quattro milioni di persone, è stata clandestina” e la realtà che vide “per decenni decine di migliaia di bambini italiani clandestini”, “costretti a vivere come Anna Frank. Sepolti vivi, per anni, nei loro bugigattoli alle periferie delle città industriali. Coi genitori che, terrorizzati dalle denunce dei vicini, raccomandavano loro: non fare rumore, non ridere, non giocare, non piangere”, come documentato da Marina Frigerio e Simone Burgherr, due studiosi elvetici, nel libro “Versteckte Kinder” (Bambini nascosti): “Portati a Berna o Basilea dai loro genitori siciliani e veneti, calabresi e lombardi, a dispetto delle leggi elvetiche contro i ricongiungimenti familiari. Leggi durissime che Schwarzenbach, il leader razzista che scatenò tre referendum contro i nostri emigrati, voleva ancora più infami: ‘Dobbiamo respingere dalla nostra comunità quegli immigrati che abbiamo chiamato per i lavori più umili e che nel giro di pochi anni, o di una generazione, dopo il primo smarrimento, si guardano attorno e migliorano la loro posizione sociale. Scalano i posti più comodi, studiano, s’ingegnano: mettono addirittura in crisi la tranquillità dell’operaio svizzero medio, che resta inchiodato al suo sgabello con davanti, magari in poltrona, l’ex guitto italiano’”. (SEGUE)