“Il nostro rapporto di amicizia con il popolo francese non è in discussione. Il Presidente Macron si è più volte scagliato contro il governo italiano per motivi politici in vista delle europee”. Così al Messaggero il vicepremier Luigi Di Maio. “Il mio incontro come capo politico del M5S, con esponenti dei Gilet gialli e con alcuni candidati della lista Ric – aggiunge Di Maio – è pienamente legittimo. E rivendico il diritto di dialogare con altre forze politiche che rappresentano il popolo francese. Sono europeista. Ed essere in un’Europa senza confini, significa libertà anche per i rapporti politici non solo per lo spostamento delle merci e delle persone”. La Francia mette in discussione anche la relazione dell’Italia sulla Tav: esiste una mediazione con la Lega come il referendum? “La Tav con il M5S Stelle al governo non si fa. Preferisco investire i soldi per garantire un collegamento rapido tra Roma e Pescara e per la sicurezza delle strade”. Basteranno il reddito di Cittadinanza e Quota 100 per risollevare l’economia o ci sarà bisogno di una manovra correttiva? “Le stime sono addirittura in contraddizione tra di loro, mi sembra che stiamo assistendo al teatro dell’assurdo. Vogliamo farci dettare l’agenda da alcune stime che non ci prendono mai? Le nostre misure sono espansive e servono proprio a far crescere il Pil, il Reddito è una rivoluzione per il mondo del lavoro e contribuirà ad iniettare nell’economia reale soldi e forza lavoro”. Dopo le Europee ci sarà comunque una riflessione tra il M5S e la Lega sul contratto? Perché cosi è difficile pensare che reggiate 5 anni. “Dopo le Europee sarà un piacere smentire e sorridere di tutte le ricostruzioni e i retroscena che leggo. Nel frattempo stiamo realizzando il contratto, in modo chiaro, veloce e con un dibattito a volte acceso”. (8 FEB / red)
