Roma, 8 feb – Che succede se un 18enne figlio di un operaio inventa una tecnica che rivoluziona l’utilizzo degli stent in sala operatoria? Che i colossi della cardiologia mondiale faranno presto a gara per accaparrarsi i suoi servizi. Ma ancora prima, se possibile, riempirà di orgoglio il suo Paese. Lo studente in questione si chiama Giuseppe Bungaro e ha frequentato l’IISS “Del Prete-Falcone” Liceo Scientifico di Sava (Taranto) mentre il sabato sera, per sbarcare il lunario, serviva pizze ai tavoli del suo paese. La sua storia è riportata su “Prima di tutto italiani’, il magazine online del Comitato Tricolore degli italiani nel mondo. Senza avere baroni universitari alle spalle, ha vinto il concorso “I giovani e le scienze”, gara riservata a studenti fra i 14 e i 21 anni e organizzata dalla FAST (Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche). Una sorta di Sanremo per i migliori talenti italiani da inviare all’Eucys – European Union Contest for Young Scientists, finale del Concorso dell’Unione Europea dei giovani scienziati, che Giuseppe ha vinto con il progetto “Stent pericardico auto-espandibile”. Si tratta di un lavoro innovativo nel campo della cardiochirurgia che gli ha permesso di vincere anche il Premio 100 Eccellenze Italiane, ricevuto lo scorso novembre a Roma, a Montecitorio. A 18 anni Giuseppe vanta già numerose ore trascorse in sala operatoria, mentre su di lui si stanno muovendo i migliori atenei del continente (e non solo) per aggiudicarselo nel corso di laurea in Medicina. (Red)