Regista, autore televisivo, scrittore, docente. Chi dice Duccio Forzano dice creatività e talento, dice fantasia e precisione. E dice Sanremo: sue le edizioni del 2010, del 2011, del 2013, del 2014, del 2018 e 2019: “Questo è il mio sesto Festival ma è come se fosse il primo. Tutte le volte che parte la sigla dell’Eurovisione io vivo un momento di grande tensione – racconta il regista a 9colonne – perché so che da lì a qualche secondo sarà tutto in mano a una squadra che è con me in regia. L’emozione e la tensione c’è sempre. Tuttavia è chiaro – aggiunge – che l’esperienza che acquisisci negli anni ti aiuta a superare un po’ l’emozione e ad affrontare gli imprevisti che sono sempre dietro l’angolo”. E a proposito di imprevisti Forzano parla di quelli di questa edizione: “Proprio perché tali, non si possono prevedere. Quest’anno ad esempio il fuori programma più grande è stato quello di partire con un pezzo senza che il pianista fosse presente al piano. In quel momento ti chiedi ‘e ora cosa faccio?’. Ho dovuto inevitabilmente fermarmi. Ma negli anni mi è capitato di peggio – sorride il regista che ha firmato fortunati programmi Rai e non solo – nel 2014 con Fazio non si è alzato il sipario e Fabio è rimasto dietro insieme all’orchestra. Ho tanti ricordi belli legati a Sanremo. Ad esempio ricordo ancora con emozione e gioa la telefonata di Antonella Clerici. Era il 2009. Mi chiese ‘vuoi fare Sanremo?’, le risposi: ‘non prendermi in giro, se è vero ci metto il cuore”. Forzano oggi dice di “tenere bene i piedi per terra” ma sa bene che è lui il burattinaio che muove i fili dell’evento musicale e televisivo più atteso dell’anno: “Cerco di vivere questa esperienza come un grande privilego, una grande opportunità. Nella vita ho lavorato davvero tanto. So cos’è la fatica vera”.
NON SOLO SANREMO Non solo Sanremo per il regista genovese. In cantiere tanti nuovi progetti: “Subito dopo il Festival sarò in onda con ‘Sanremo Young’ (da venerdì 15 febbraio con Antonella Clerici su Rai1 ndr) ma sto lavorando anche ad altri progetti più personali: un piccolo tour teatrale che si chiamerà ‘L’angelo bugiardo’, una sorta di tributo a Lucio Dalla. Sto inoltre scrivendo insieme ad Andrea Garello, che è un grande sceneggiatore cinematografico, il mio prossimo film tratto dal mio libro, uscito un anno fa: ‘Come Rocky Balboa’”.
LA GAVETTA E IL SUCCESO Forzano parla anche dei suoi inizi: dopo una gavetta fatta di molti mestieri, viene notato negli anni novanta da Claudio Baglioni rimasto colpito da un suo videoclip. “Ho avuto il privilego di essere stato ascolato da Baglioni. Lui ha creduto in me e mi ha dato una possibilità. Anche io, nel mio piccolo, quando posso cerco di dare una possibilità a chi prova a muovere i primi passi in questo mondo. Cerco di instaurare un rapporto di condivisione con i più giovani. Se posso provo a dar loro una possibilità, così come è stata data un giorno a me”.
LA SUA GENOVA Un pensiero, infine, anche a Genova e al Ponte Morandi visto che venerdì, quasi sei mesi dopo il disastro, Genova ha iniziato a demolire il suo ponte. “Sono genovese e conosco i genovesi: sanno incassare e sono sempre in grado di rialzarsi. Proprio come Rocky Balboa”. (Gil – 9 feb)