“I miei colleghi mi hanno detto di aver trovato un’area rilassata. Questa coralità mi fa piacere: il contributo di tutti serve per sceneggiare al meglio i contenuti”. Parole di Claudio Baglioni che questa mattina, in sala stampa all’Ariston, si è detto soddisfatto ed entusiasta dello spettacolo andato in onda venerdì sera a Sanremo: l’attesa serata dei duetti. Nella quarta serata del Festival, infatti, i 24 artisti in gara hanno reinterpretato le proprie canzoni, in versione rivisitata o con diverso arrangiamento musicale, ognuno insieme ad un artista ospite. Il risultato? 56 artisti coinvolti in 4 ore di puro spettacolo. Il premio per il miglior duetto è andato a Motta e Nada ma la serata ha convinto tutti visti i numeri: la quarta serata del Festival di Sanremo ha registrato 9 milioni 552 mila spettatori, con uno share del 46.1 per cento. In termini di ascolto, il risultato ha fatto registrare oltre centomila telespettatori in più rispetto alla seconda serata.
I GIOVANI Ma non sono solo i numeri o le performance a far dire a Baglioni di essere “orgoglioso” di questo Festival. Il direttore artistico e conduttore ha sottolineato infatti l’importanza dell’aver “raggiunto un pubblico giovane”. Nella fascia dei giovani (15-24 anni), dichiaratamente considerata target strategico per Rai 1, lo share è stato infatti del 50% circa: “E’ quello che più ci piace sottolineare – evidenzia Baglioni – l’interesse intorno alla manifestazione è grande ma è bello pensare che sul divano davanti alla tv, a guardare Sanremo, ci sia un pubblico giovane. E’ inoltre un punto d’orgoglio per noi quello di aver potuto lavorare sull’espressione giovanile ed aver dato la possibilità a molti giovani di salire sul palco dell’Ariston: qualche volta si parla di vuoto per i giovani invece, secondo me, c’è troppo pieno. Spesso ‘i grandi’ non riescono a rinunciare ai propri spazi , non riescono a farsi da parte. E tolgono ai giovani spazi di cui hanno bisogno”.
L’EVENTO “Intorno alla manifestazione alcuni pregiudizi stanno cadendo” continua Baglioni che si augura che anche in futuro Sanremo possa “portare con le sue canzoni il pubblico verso forme musicali e artistiche più complesse , più alte”: “Vorrei che il Festival diventasse davvero la mostra della canzone. In fondo le canzoni servono per portare il pubblico verso forme artistiche più complesse che avrebbero diritto a entrare di nuovo nei palinsesti televisivi: penso alla musica operistica, classica, al jazz”.
IL FUTURO Baglioni sul palco dell’Ariston anche nel 2020? “Ci sarà da rifelletere e da pensare” dice il cantautore in conferenza stampa che però è convinto di una cosa: bisogna saper mettersi in gioco e rischiare. “Chi ha avuto il privilegio come me di avere successo tende poi ad allontanarsi, a prendere le dstanze dai colleghi più giovani (mentre i coetanei si ‘controllano’ a distanza). Quasi abbiamo paura di misurarci invece bisogna misurarsi sempre nella vita. Bisogna sempre rischiare. Per questo, anche se incautamente, ho accetato per la seconda volta di fare questa avventura”. (9 feb – Gil)
