Roma, 11 feb – Il corretto utilizzo degli antimicrobici, soprattutto negli animali da reddito, oltre a prevenire la presenza di residui negli alimenti, si prospetta quindi come indispensabile per garantire l’efficacia delle terapie e per limitare l’insorgenza di germi antibiotico-resistenti che potrebbero in seguito contaminare le derrate alimentari di origine animale.
In quest’ottica sono cinque gli obiettivi strategici del Global Action Plan per combattere l’antimicrobico-resistenza come ha illustrato Ranieri Guerra, Assistant Director general dell’OMS: “Migliorare la consapevolezza e la comprensione nell’utilizzo degli antibiotici, rafforzare le conoscenze attraverso la sorveglianza e la ricerca, ridurre l’incidenza delle infezioni, ottimizzare l’utilizzo degli antibiotici, garantire investimenti sostenibili”.
“L’industria del farmaco ha preso impegni già dal 2016, quando a Davos, in occasione del World Economic Forum, oltre 85 aziende farmaceutiche, diagnostiche e biotecnologiche hanno firmato con 9 associazioni industriali una dichiarazione in cui si impegnano a sollecitare governi e realtà imprenditoriali in nome di una lotta alla resistenza antimicrobica – ha sottolineato Scaccabarozzi – A supporto della dichiarazione di Davos, in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, 13 aziende farmaceutiche hanno rafforzato il loro impegno nella lotta alla resistenza antimicrobica, delineando una roadmap fino al 2020”.
L’AMR Industry Alliance, organizzazione degli industriali che riunisce oltre 100 tra aziende biotech, diagnostiche, generiche e biofarmaceutiche basate sulla ricerca e associazioni di categoria di 20 paesi, agisce attualmente su tre macro aree: la ricerca, con sperimentazioni cliniche su 59 nuovi antibiotici (di cui 17 per il trattamento delle infezioni più pericolose); la promozione di un uso appropriato di antibiotici, attraverso formazione e informazione, la produzione di farmaci secondo un quadro comune per la gestione e il controllo delle emissioni di antibiotici nell’ambiente (per ridurre l’impatto ambientale degli scarichi di produzione entro il 2020). (BIG ITALY / SEGUE)