Roma, 11 feb – “La proposta del ministro Trenta di aggiornare e ampliare i criteri di calcolo NATO delle spese per la difesa risponde all’esigenza di tradurre in termini contabili un cambiamento epocale già avvenuto nella realtà dei fatti: è la logica conseguenza dei mutamenti epocali del concetto di difesa nazionale”. Lo dichiarano i senatori M5S della Commissione Difesa di Palazzo Madama, commentando l’intervista del ministro al Financial Times. “Nell’era della guerra elettronica e informatica – spiegano i senatori cinquestelle – la sicurezza nazionale non si garantisce più solamente con carri armati, navi e aerei. In un’epoca in cui un Paese può essere messo in ginocchio, più che con le bombe, con cyber-attacchi alle infrastrutture informatiche da cui dipendono i servizi vitali – reti energetiche, comunicazioni, trasporti – la difesa di queste infrastrutture nazionali rientra a pieno titolo nel concetto di ‘difesa nazionale’. Un nuovo concetto di difesa al passo coi tempi, esaustivamente descritto nelle nuove linee programmatiche del Ministero della Difesa retto da Elisabetta Trenta, che sia dual-use militare-civile, integrato a livello di sistema-Paese e quindi esteso a tutti gli apparati statali, non più di competenza esclusiva della Difesa. Conseguentemente – concludono i senatori M5S – anche dal punto di vista economico è naturale considerare ‘spesa per la difesa’ tutte quelle destinate a questo scopo da tutti i ministeri competenti”. (red)