Roma 4 dic – “Abbiamo sollecitato l’intervento repentino del ministro Frattini affinché venga fatta definitivamente chiarezza sullo status di centinaia di dipendenti della rete diplomatico-consolare italiana, di cittadinanza italiana e straniera, aventi contratto regolato dalla legge locale e nei confronti dei quali sussiste una chiara violazione delle garanzie e dei diritti tracciati dall’ordinamento comunitario”. Così si è espresso in una nota Aldo Di Biagio, deputato del PdL eletto nella Ripartizione Europa, all’indomani della sottoposizione in Commissione esteri del testo dell’interrogazione a risposta immediata al ministro Frattini, sottoscritta anche dal Guglielmo Picchi, in merito alla situazione di discriminazione e di complessa difficoltà contrattuale che si ritrovano a dover sostenere i contrattualizzati del MAE, assunti successivamente all’entrata in vigore del D. Lgs n. 103 del 2000. “Il trattamento giuridico ed economico degli impiegati a contratto regolato dalla legge locale – sottolinea il deputato del PdL – è fortemente differenziato rispetto a quello riservato agli impiegati a contratto regolato dalla legge italiana che svolgono analoghe mansioni e sono inquadrati in posizioni comparabili. A tale aspetto va aggiunto che gli impiegati con contratto locale nell’ambito della disciplina dei diritti sindacali sono esclusi dal diritto di elettorato attivo e passivo ai fini della costituzione delle Rappresentanze sindacali unitarie (RSU), lasciando emergere una chiara discriminazione basata sulla nazionalità ed in quanto tale in contrasto con l’art. 39 del Trattato UE e dell’art. 8 del Regolamento (Cee) del Consiglio 15 ottobre 1968, n. 1612,m relativo alla libera circolazione dei lavoratori all’interno del territorio della Comunità Europea”.
(SEGUE)