Roma, 13 feb- L’ipotesi, sempre meno improbabile, di una uscita della Gran Bretagna dalla Ue senza un ‘deal’ continua a far suonare campanelli d’allarme anche per la folta presenza di italiani in Gran Bretagna, 700mila secondo l’Aire, ma stimati ufficiosamente in almeno un milione. Questa volta è stato il turno di Cecilia Gozzoli, avvocato del gruppo “Controesodo” che dal 2015 rappresenta nei confronti delle istituzioni le istanze e le idee dei lavoratori trasferiti in Italia: ascoltata in audizione dal Comitato permanente sugli Italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese sugli adempimenti amministrativi per i connazionali residenti nel Regno Unito durante il negoziato sulla Brexit, l’avvocato Cecilia Gozzoli ha spiegato che “condivido molte preoccupazioni circa la situazione di emergenza per il possibile mancato accordo, c’è un dato di imponderabilità politica che incombe sulla situazione”. Non solo l’eventuale no deal, ma il clima stesso di incertezza già penalizza i lavoratori non in possesso di un status di soggiornante. “E’ un dato di fatto che ci sia il rischio di una discriminazione tra lavoratori, perché le aziende oggi preferiscono chi ha già lo status rispetto a chi non ce l’ha”.
(PO / SEGUE)