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BREXIT, ALTRO ALLARME:
RISCHIO DISCRIMINAZIONE

it@withub.it by it@withub.it
13 Febbraio 2019
in In evidenza HP, In evidenza top news
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L’ipotesi, sempre meno improbabile, di una uscita della Gran Bretagna dalla Ue senza un ‘deal’ continua a far suonare campanelli d’allarme anche per la folta presenza di italiani in Gran Bretagna, 700mila secondo l’Aire, ma stimati ufficiosamente in almeno un milione. Questa volta è stato il turno di Cecilia Gozzoli, avvocato del gruppo “Controesodo” che dal 2015 rappresenta nei confronti delle istituzioni le istanze e le idee dei lavoratori trasferiti in Italia: ascoltata in audizione dal Comitato permanente sugli Italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese sugli adempimenti amministrativi per i connazionali residenti nel Regno Unito durante il negoziato sulla Brexit, l’avvocato Cecilia Gozzoli ha spiegato che “condivido molte preoccupazioni circa la situazione di emergenza per il possibile mancato accordo, c’è un dato di imponderabilità politica che incombe sulla situazione”. Non solo l’eventuale no deal, ma il clima stesso di incertezza già penalizza i lavoratori non in possesso di un status di soggiornante. “E’ un dato di fatto che ci sia il rischio di una discriminazione tra lavoratori, perché le aziende oggi preferiscono chi ha già lo status rispetto a chi non ce l’ha”.  Secondo Gozzoli “occorre pensare che chi impiega cittadini italiani in Uk deve adeguarsi, e i datori di lavoro sono al lavoro per capire quanti dei propri dipendenti possano rimanere e quanti invece saranno costretti a tornare a casa. E’ un momento delicato per tutti, e alcune imprese hanno già iniziato a delocalizzare i propri lavoratori”.  In questo la mancata iscrizione all’Aire da parte di chi risiede anche da molti anni in Gran Bretagna potrebbe costituire un problema, ma Massimo Ungaro, del Partito democratico, ammonisce: “chiediamoci perché i nostri concittadini non si iscrivono: perché è una procedura lunga e complicata, perché si perde la copertura sanitaria in Italia, e perché iscriversi all’Aire serve per votare, una representation che questo governo vuole ulteriormente ridurre”.

(PO /Sis)

 

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