Roma, 14 feb – Giuseppe Conte, in un colloquio con il Corriere della Sera, sulla linea tenuta da Palazzo Chigi sul Venezuela di Nicolás Maduro, rivendica coerenza: “Lo ripeto: non lo abbiamo mai appoggiato. D’altronde, come risulta dalla lettera di papa Francesco pubblicata dal Corriere, se le elezioni non sono credibili né democratiche, il discorso finisce lì. Maduro non può pensare che si assecondi una deriva del genere. E, se permette, anche noi siamo stati sempre chiari”. E i toni antiamericani di un esponente dei Cinque Stelle come Alessandro Di Battista? “Di Battista non ha un ruolo di governo. E le sue posizioni non lo rispecchiano. E, ripeto, non siamo isolati. Solo che non possiamo incoronare Guaidó adesso. Altrimenti dovremmo fare la voce grossa, spedire ultimatum, dare gli otto giorni che poi diventano nove, dieci, undici. E l’opzione militare non è percorribile. Vogliamo arrivare a elezioni libere in modo diverso. Per facilitarle e affrettarle. Maduro da me non può certo sentirsi appoggiato”. Secca poi una battuta richiesta su Bankitalia: “Capitolo complesso. Meglio parlarne in un’altra occasione”. (red)