Roma, 14 feb – Il senatore eletto all’estero del Pd Francesco Giacobbe ha partecipato ai lavori del Consiglio di amministrazione dell’Institute of Public Accountants (IPA) a Melbourne. Oggetto della partecipazione un intervento su un argomento di primaria importanza: Brexit, rapporti Europa Regno Unito e conseguenze della Brexit sulle relazioni fra Australia ed Europa. Fatta una panoramica storica della Brexit il Senatore ha sottolineato che “l’intesa trovata a novembre del 2018 dai negoziatori di entrambe le parti ha ricevuto il diniego di Londra. Una scelta, questa, che ha aperto le porte a diversi scenari tra cui quello di un no-deal. Il no-deal farebbe decadere il periodo di transizione previsto e imporrebbe a Londra di lasciare l’Unione immediatamente. Il no-deal aprirebbe le porte ad un periodo di profonda incertezza. Si pensi soltanto alla questione irlandese, alla possibile reintroduzione di confini fisici tra le due Irlande, alle difficoltà di esportazione di beni e consumi dal Regno Unito”. Il Senatore ha poi continuato esaminando le conseguenze di un no deal sia per l’Europa che per l’Australia. “L’Unione Europea è a tutti gli effetti uno dei partner commerciali principali dell’Australia. Negli ultimi anni l’Unione Europea è stata la più grande fonte di investimenti esteri in Australia, valutata a 169.6 miliardi di dollari australiani, contro gli 83.5 miliardi di dollari australiani investiti dall’Australia nell’Unione Europea. I paesi dell’Unione Europea rappresentano il secondo più grande partner commerciale dell’Australia con servizi e prodotti per un valore di quasi 84 miliardi di dollari australiani. Inoltre, l’Unione Europea è il più grande mercato verso il quale vengono esportati prodotti e servizi australiani. Va notato,” – ha aggiunto il Senatore – “che il 48% degli scambi commerciali tra l’Australia e l’Unione Europea passano attraverso il Regno Unito. Finora senza barriere e limiti. La Brexit ed ancor più il potenziale no-deal causeranno una riorganizzazione radicale del commercio dall’Australia verso l’Europa. Sarà necessario stipulare nuovi accordi commerciali ed in molti casi aprire nuovi uffici e filiali”. (SEGUE)