Un “Patto per il Mare” che aiuti a rispettare l’ambiente ma che al contempo lo valorizzi, secondo le linee di un ambientalismo “non ideologico né talebano” che finora “ha fatto più danni che altro”. Lo hanno firmato questa mattina, e presentato nel pomeriggio al Senato, FareAmbiente e La Base Balneare, insieme a Donne da Mare, per puntare “su uno sviluppo che sia sostenibile, ma che sia sviluppo, che comprenda l’accettazione del rischio e dunque anche la responsabilità” come spiega il presidente di FareAmbiente Vincenzo Pepe. Secondo Italo Ventura, responsabile nazionale di FareAmbiente, “questo accordo ci fa sentinelle del mare. Il turismo balneare deve essere un volano economico e turistico oltre che ambientale”. Membro di FareAmbiente da oggi è anche la senatrice di Forza Italia Gabriella Giammanco, che ha ricevuto la tessera onoraria e che spiega come sia necessario “conciliare l’ambiente con l’impresa, utilizzando le coste ma senza deturparle. In Italia ci sono circa 30 mila imprese balneari, la maggior parte di gestione familiare: vanno tutelate da eventi metereologici, ma anche dal sistema fiscale e vanno esclusi dalla direttiva Bolkenstein come Forza Italia ripete da sempre”. Il tutto chiaramente tenendo presente “le tematiche ambientali che non si sa perché sono sempre state appannaggio della sinistra, e che invece sono tematiche su cui noi ci siamo e lavoriamo giorno per giorno”.