Roma, 14 feb – “I Comites della Svizzera, Basilea, Berna, Ginevra San Gallo, Ticino e Zurigo, unanimemente esprimono preoccupazione e disappunto per i pesanti tagli posti in essere dal Governo con la legge di stabilità, nei confronti delle istituzioni di rappresentanza degli italiani all’estero”. Così si legge in una lettera che il COM.IT.ES Comitato degli Italiani all’Estero di Zurigo ha inviato alle istituzioni. “Dopo anni di instabilità e di restrizioni finanziarie significative, i Comites, territorialmente ridisegnati, da anni lavorano alacremente in favore della comunità nazionale in Svizzera, come dimostrano progetti e azioni proposti dai singoli Comites o in condivisione tra più sodalizi. La ripresa del flusso migratorio verso la Svizzera- continua la lettera – non solo di giovani cervelli in fuga, ma anche di connazionali che, in assenza di una prospettiva lavorativa in Italia, decidono, anche in età relativamente avanzata, di cercare lavoro in terra elvetica, hanno spinto i Comites a presentare progetti, con azioni specifiche proprio nei confronti di questi nuovi arrivati. In questo senso ricordiamo i corsi di lingua francese e tedesca, le diverse pubblicazioni di guide informative, l’attivazione di punti informativi, l’organizzazione di serate d’accoglienza e informative su aspetti specifici della vita in Svizzera e/o di modifiche normative in Italia (ad esempio in materia di Voluntary Discolsure)”. “E’ bene ricordare – sottolinea il Comites – che la comunità italiana in Svizzera, la terza comunità italiana al mondo, non è costituita solo da giovani leve, ma rappresenta ancora la prima comunità estera in questo paese. Da qui l’esigenza di continuare a dare risposte concrete ai nostri connazionali: incontri informativi per le questioni sul pensionamento e sulla fiscalità, sulle nuove norme riguardanti cittadinanza italiana e svizzera, sulla revisione dei permessi di soggiorno svizzeri ed eventi per incentivare le relazioni sociali e l’integrazione, sostegno all’organizzazione di case di risposo con personale anche italofono”. (SEGUE)