Roma, 15 feb – C’ è un’ anima di acciaio dietro al sorriso di Lorraine Berton, prima donna alla guida di Confindustria Belluno Dolomiti. E traspare anche quel Dna ereditato dalla nonna Maria Luigia Motter, comeliana di Candide che, come lei racconta al Corriere delle Alpi, a fine ‘800, spingendo un carrettino, portava a piedi i suoi prodotti di montagna fino a Conegliano, ma conosceva anche la Divina Commedia. Ovvero, si fa impresa con la fatica quotidiana, ma anche puntando sulla formazione e sulla cultura. “E senza questo connubio – dice la neo presidente – affrontare la crisi che abbiamo di fronte nei prossimi anni non sarà facile”. Come va l’ economia a Belluno? “Vedo che l’ Italia è in recessione e abbiamo davanti quattro anni non facili. Le scelte politiche in economia e la situazione congiunturale difficilmente consentiranno di restare sui livelli del 2017, anche qui da noi. L’ occhialeria ad esempio, dopo cinque anni di crescita a doppia cifra, ha subito un arresto. Per fortuna lavoriamo molto con l’ estero e i segnali sono incoraggianti”. Su cosa bisogna puntare? “Il Made in Italy, che resta un valore aggiunto in diversi settori e l’ autonomia della Provincia di Belluno, stando bene attenti che non si sostituisca il centralismo romano con quello regionale”. (PO / BIG ITALY / red)