Roma, 18 feb – È stata presentata oggi a Roma la mappa dei rischi naturali dei comuni italiani tracciata grazie alla collaborazione tra il Dipartimento Casa Italia e altre amministrazioni ed enti di ricerca e realizzata attraverso l’integrazione delle informazioni e dei dati provenienti dalle banche dati di Istat, Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), Mibac, Protezione civile, Agenzia per la coesione territoriale e Mattm (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).
“Si tratta di uno strumento – ha spiegato Vito Crimi, sottosegretario con delega alla ricostruzione – che dimostra la possibilità di sovrapporre una serie di informazioni in possesso di diversi istituti e che permette di avere una situazione chiara del nostro paese. Questa mappa rappresenta un esperimento ben riuscito ma è solo l’inizio; l’obiettivo finale è avere per ogni fabbricato la sua storia in modo da conoscere il livello di rischio per le persone che ci vivono”.
Ha poi aggiunto il sottosegretario: “La ricostruzione non può prescindere da una valutazione dei luoghi: non può esserci una ricostruzione come era e dove era, perché non riduce il rischio. La ricostruzione avverrà nello stesso luogo, ma con strutture migliori, oppure in luoghi diversi”.
L’integrazione e la sovrapposizione delle mappe di rischio esistenti fornisce un quadro completo e facilmente accessibile dei dati sui rischi naturali, prendendo come unità di base il territorio comunale: per ogni comune italiano è perciò possibile visualizzare diversi indici sulla pericolosità (sismica, idrogeologica, da frane, etc.) e anche quelli relativi a esposizione e vulnerabilità.
(SEGUE)