“Oggi chiederò ai colleghi in Consiglio dei ministri di rendere noto a tutto il governo se effettivamente la Tav è stata congelata o no”. Lo ha annunciato Gian Marco Centinano, ministro Politiche Agricole e Turismo, ad Agorà, su Rai Tre, commentando l’articolo della Stampa in cui si ripercorre la vicenda della mozione presentata ieri sera dai capigruppo al Camera M5S (Francesco D’Uva) e Lega (Riccardo Molinari) che segna un ritorno al contratto di governo – “ridiscutere integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo Italia e Francia” – e “riabilita lo strumento dell’analisi costi e benefici uscito pesantemente ammaccato dalle polemiche legate al lavoro della commissione guidata dal professor Marco Ponti”. “La partita Tav resta tutta aperta – scrive il quotidoiano – anche se quel testo, quando verrà approvato dal Camera, certificherà il rinvio a dopo le elezioni europee di ogni scelta sul futuro della Torino-Lione”. E si sottolinea che “il congelamento politico dell’opera si porta dietro la perdita, quasi certa, di 300 milioni di contributi europei. Telt, la società incaricata di realizzare la Torino-Lione, infatti deve lanciare i bandi entro marzo e difficilmente potrà di fronte all’approvazione di quell’ordine del giorno. Molinari prova a spiegare che ‘per non fare la Tav bisogna cambiare la legge e non si decide con le mozioni’, ma è indubbio che ieri il M5S ha portato a casa una vittoria politica: potranno fare tutta la campagna elettorale spiegando che la TorinoLione non si farà”. Ma come si è arrivati a questo show down? “Visto che continuando a votare in aula le richieste di modifica al referendum propositivo si rischiava un nuovo rinvio della questione più imbarazzante per il governo, le opposizioni cambiano marcia: decidono di rinunciare alla battaglia sul referendum per andare in pressing sulla Tav. Forza Italia rinuncia ad una ottantina di emendamenti e così stamattina si potranno concludere le votazioni per la prima lettura alla Camera della riforma costituzionale. E si procederà salvo sorprese al voto sulle mozioni”. (21 feb – red)