Roma, 21 feb – Delegare da parte di M5S, agli iscritti alla piattaforma Rousseau, la scelta di decidere sull’autorizzazione al processo contro Salvini è “una ferita inferta alla funzione legislativa del Parlamento. Oltre che una sfida al potere giudiziario. Non si può, su una questione così complessa, delegare una scelta del genere a qualche migliaio di persone che tra l’altro, non avendo letto le carte, non sono neanche adeguatamente informate. E non si può risolverla con un quiz a risposta secca, sì o no”. Così il magistrato Giancarlo Caselli, in una intervista al Corriere della Sera, nella quale cita Ponzio Pilato ma anche Don Abbondio: “II coraggio, quando non ce l’hai, nessuno te lo può dare. Una decisione come questa, dei parlamentari, non potevano delegarla ad altri attraverso la piattaforma Rousseau, di cui oltretutto non si conosce bene il funzionamento e di cui si dice abbia anche molti limiti. L’ho considerato l’ennesimo episodio di svuotamento delle funzioni del Parlamento. Si ricorda com’è stata approvata la legge di bilancio, arrivata al voto finale senza che nessuno avesse la possibilità di discutere il testo prima? Per non parlare di quello che potrebbe succedere sul tema delle autonomie delle Regioni. Dai referendum consultivi al governo, senza passare dal Parlamento. Che pure, sulle materie che riguardano l’unità nazionale, ha sicuramente voce in capitolo”. E aggiunge: “Creando problemi alla funzione legislativa e quella giudiziaria, questo populismo può rappresentare oggi una sfida alla democrazia”. Nota inoltre che la “’cannibalizzazione’ dei M55 a vantaggio della Lega mi sembra un dato sotto gli occhi di tutti”. (red)