Roma, 22 feb – L’intesa inoltre favorirà la collaborazione, oltre che a livello nazionale, anche fra Csv e referenti locali della Cnesc per far conoscere ai giovani le opportunità legate al servizio civile universale, anche con iniziative specifiche da realizzare nei territori. Previsti inoltre momenti di formazione per gli operatori impegnati nei progetti e la stesura di rapporti sulle attività svolte per informare istituzioni e opinione pubblica sui risultati raggiunti.
Tra le prime attività previste anche un evento dedicato al tema delle competenze che i giovani acquisiscono con le esperienze di servizio civile che, affermano i promotori, “consolidando la crescita dei giovani soprattutto dal punto di vista relazionale sensibilizzandoli ai valori della nonviolenza, solidarietà e cittadinanza attiva, li preparano anche ad un ingresso consapevole nel mondo del lavoro”.
In questo modo il servizio civile universale, pur non essendo un’attività di volontariato secondo quanto previsto dal codice del terzo settore, può diventare “uno strumento di diffusione della cultura del volontariato e della sua pratica”.
Le due reti, infine, intendono fare pressione nei confronti delle istituzioni per favorire una programmazione nazionale del servizio civile che sia triennale e partecipata e una stabilizzazione dei fondi attraverso una programmazione delle risorse che consenta di giungere in tre anni a 100 mila posti da mettere a disposizione per i giovani, “realizzando nei fatti l’universalità dell’istituto”. In stretta connessione con quest’azione i partner si impegnano a realizzare anche un monitoraggio sull’implementazione normativa del servizio civile universale e sulla sua concreta applicazione.
(red)