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Reddito di cittadinanza
una corsa a ostacoli

it@withub.it by it@withub.it
25 Febbraio 2019
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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(25 febbraio 2019) Tra dieci giorni, il 6 marzo, scatta la corsa al reddito di cittadinanza. Le domande si presentano online, sull’apposito sito del governo, oppure negli uffici postali e nei Caf, i centri di assistenza fiscale. L’Inps – nel giro di pochi giorni – verificherà i requisiti. Per chi fa domanda in marzo, il primo sussidio dovrebbe arrivare in aprile.
Sarà una corsa a ostacoli, per la dimostrazione di efficienza che si chiede non solo a strutture rodate come Poste e Inps, ma anche ad altre arrugginite come le burocrazie regionali o i centri per l’impiego.
In attesa che arrivino i moduli, si va definendo la platea degli aventi diritto e il costo dell’intera operazione. Sono ancora due incognite, perché è in corso la conversione in legge del decreto e le modifiche apportate dal parlamento potrebbero essere molto importanti. Quelle proposte in commissione sono già alcune decine: vanno dall’aumento dei controlli su chi dichiara di essersi separato alla ulteriore stretta sugli immigrati, dal nuovo tetto massimo al bonus per le imprese che danno lavoro, alle sanzioni per quelle che lo danno in nero.
E’ difficile fare i conti perché non è chiaro quante saranno le famiglie coinvolte: il numero varia da un minimo di 1 milione e 200 mila – fonte Inps – a un massimo di 1 milione e 700 mila, fonte Inapp. Naturalmente non è detto che tutti gli aventi diritto facciano domanda. In Olanda lo fa quasi il 100%, in Germania solo il 60%; da noi ci si attende che il cosiddetto take up sia dell’85%. Sempre l’Inapp ha calcolato che se alcuni emendamenti venissero accolti il costo dell’intera operazione – che sulla carta raggiunge i 9 miliardi e mezzo di euro – potrebbe aumentare di oltre un miliardo l’anno. Altri emendamenti – più restrittivi – produrrebbero invece l’effetto opposto. Insomma, si corre bendati verso il traguardo delle elezioni europee. Sperando di non inciampare.

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