Roma, 26 feb – “Il rifiuto del regime di riconoscere l’emergenza umanitaria sta portando a un’escalation di tensioni. Ci sono notizie preoccupanti di rivolte, atti di violenza e un numero crescente di vittime, in particolare nelle zone di confine e tra la comunità indigena Pemón. Facciamo un forte appello alle forze dell’ordine e della sicurezza per mostrare moderazione, evitare l’uso della forza e consentire l’ingresso di aiuti”. Sono queste le parole di Federica Mogherini a nome dell’UE sugli ultimi sviluppi in Venezuela. L’Unione europea ha ricordato domenica Mogherini, “rifiuta l’uso di gruppi armati irregolari per intimidire civili e politici che si sono mobilitati per la distribuzione degli aiuti” in Venezuela. L’Alto rappresentante per la politica estera europea ha inoltre ricordato che “l’Unione europea ha già impegnato oltre 60 milioni di euro nel 2018/2019 in aiuti umanitari e aiuti allo sviluppo, volti ad alleviare le sofferenze dei più vulnerabili”. “Le origini dell’attuale crisi in Venezuela sono politiche e istituzionali, quindi la soluzione non può che essere politica – ha sottolineato Mogherini come riporta anche il giornale on line Prodavinci – Ribadiamo il nostro fermo rifiuto e condanna della violenza e qualsiasi iniziativa che possa ulteriormente destabilizzare il Paese. Il popolo venezuelano ha già sofferto molto. È tempo di lasciare che decidano il loro futuro. Rinnoviamo fortemente la nostra richiesta per il ripristino della democrazia, attraverso elezioni presidenziali libere, trasparenti e credibili. L’UE, attraverso l’International Contact Group, è disposta a sostenere questo processo”. Intanto oggi il Comitato di rappresentanza dei venezuelani in Italia con una lettera aperta a Mogherini ha chiesto all’Unione europea di chiarire in “maniera più precisa” il percorso per arrivare ad “elezioni libere”. (PO / SEGUE)