Roma, 28 feb – “Voglio che i nostri iscritti decidano sempre più su tutto ciò che è fuori dal mandato elettorale o dai punti del contratto. Ma non siamo e non saremo mai un partito che, per noi, significa una struttura iperverticista dove decidono in pochi”, “sono anni che io, Beppe (Grillo, ndr) e Davide (Casaleggio, ndr) non ci vediamo per prendere decisioni”. Lo afferma Lugi Di Maio in una intervista a Repubblica. E dei flop elettoriali dice: “Chiedo cosa sia più corretto: accusare me perché non abbiamo preso il 42 percento alle Regionali sarde? O venire a chiedermi come ho fatto a prendere il 42 percento alle politiche? Quello che non accetto è la confusione tra voto politico e amministrativo. Alle politiche io ho cambiato lo schema. Ho scelto i candidati per i collegi uninominali, la squadra di governo, i responsabili della campagna. Nei Comuni e nelle Regioni siamo fermi a un modello base che voglio cambiare perché mi sono stufato di perdere”. E sulla regola dei due mandati precisa: “A livello nazionale mai cambierà. Ma fare il consigliere comunale o il sindaco non è un privilegio come fare il consigliere regionale o il parlamentare”. (RED)
