Modena, 5 mar – Ieri a Reggio Emilia c’è stato il lancio di un programma pilota di Confindustria per avvicinare il mercato statunitense ai costruttori tricolori di tecnologie meccaniche, attraverso la creazione di reti tra imprese. Il feeling tra la via Emilia – scrive Il Sole 24 Ore-, terra di eccellenze non solo nei motori ma anche nella meccanica strumentale, e gli Usa sta toccando apici inediti. «È un momento d’ oro in America per chi fa meccanica e da qui ai prossimi dieci anni non si vedono nubi all’orizzonte», assicura Lucio Miranda, presidente di Export Usa, società leader nella consulenza per il mercato americano, quartier generale a New York e sedi a Rimini e Bruxelles. Che siano auto o jeans le produzioni che Trump riporterà a casa, poco cambia: servono macchinari da installare nelle nuove fabbriche a stelle e strisce e il made in Italy non teme rivali quando si parla di beni strumentali. Nel corso della sua visita in Emilia Romagna l’ambasciatore Eisenberg si è impegnato a promuovere le iscrizioni di giovani statunitensi a Muner, la superuniversità del veicolo nata due anni fa dalla sinergia tra gli atenei di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma e i grandi brand locali delle due e quattro ruote: Automobili Lamborghini, Dallara, Ducati, Ferrari, Haas F1 Team, HPE Coxa, Magneti Marelli, Maserati e Toro Rosso, eccellenze che fanno scuola anche in America. (BIG ITALY / Kgn)