Roma, 6 mar – “Il Regolamento di Dublino funziona su piccoli numeri, quando siamo a numeri massicci come accaduto durante i grandi flussi degli anni scorsi questo sistema finisce per porre a carico dei Paesi di primo arrivo, addirittura dei luoghi di primo arrivo – pensiamo alla nostra isola di Lampedusa o all’isola greca di Lesbo – degli oneri estremamente rilevanti: Lo afferma il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, in audizione presso il Comitato Schengen. “L’identificazione delle persone migranti se non hanno documenti è molto complessa – aggiunge il responsabile della Farnesina – oppure va accertata l’autenticità dei documenti presentati e ci sono procedure cdi ricorso contro la non concessione del diritto d’asilo che possono durare svariati mesi, il più delle volte durano 1 anno e mezzo /2 anni. Nel frattempo secondo le norme di Dublino il Paese di primo arrivo deve occuparsi di queste persone. E occuparsene vuol dire non solo alloggiarle ma anche controllarle: il fatto è che però sono persone libere, non possono essere imprigionate, per cui il sistema di controllo può presentare inevitabilmente delle falle. Molte di queste persone si spostano dai luoghi dove avrebbero dovuto essere e il più delle volte da Paesi come l’Italia, la Grecia e la Spagna cercano di raggiungere altri Paesi in Europa. E con il sistema Schengen non c’è il controllo alle frontiere, per cui i migranti si spostano in condizioni clandestine finendo spesso nelle mani di organizzazioni criminali”. (Roc)