Roma, 7 mar – “Dunque il Fisco italiano dopo aver attratto cervelli italiani e concesso le agevolazioni fiscali previste dalla legge per un totale di 4 anni cambia le carte in tavola, interpreta la legge in maniera restrittiva e punitiva e chiede il rimborso degli sconti fiscali concessi alcuni anni orsono, applicando anche severe sanzioni. Che senso ha tutto ciò se non quello di far scappare di nuovo all’estero i nostri ricercatori e docenti? Riteniamo sia necessario un celere intervento amministrativo da parte delle autorità competenti e/o un intervento legislativo del Governo per sanare questa situazione e tutelare gli interessi dei nostri lavoratori rientrati in Italia” sottolineano i parlamentari Pd eletti in Europa Laura Garavini, Angela Schirò e Massimo Ungaro. “Già nel 2010, su proposta del Pd, come legge bipartisan, il Parlamento aveva approvato la legge Controesodo, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo economico, scientifico e culturale del Paese. Anche successivamente, i Governi italiani che si sono succeduti hanno previsto e concesso numerose agevolazioni fiscali a favore dei soggetti espatriati che trasferiscono la residenza in Italia per svolgervi un’attività di lavoro. Queste agevolazioni concepite per attrarre risorse umane in Italia e per far rientrare “cervelli” e lavoratori specializzati sono consistite nella riduzione dell’imponibile fiscale fino al 90%. La misura ha effettivamente attratto migliaia di lavoratori i quali sono rientrati in Italia anche in ragione del consistente sconto fiscale che spesso li ha convinti a lasciare attività e lavori gratificanti all’estero” concludono gli esponenti del Pd.(red)
