Intervistata dal Dubbio, l’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, difende con forza la legge sull’obbligo vaccinale che porta il suo nome dall’attacco di Salvini. La Lorenzin si dice non stupita dal comportamento del leader leghista “per alcuni ordini di ragioni. Partiamo dal merito: Salvini non ha mai fatto dichiarazioni entusiastiche né sulle vaccinazioni né sull’obbligatorietà. Disse che dieci vaccini erano inutili, se non dannosi. Non ha spiegato il perché, però, né quali toglierebbe: il morbillo egli orecchioni? O la rosolia, il tetano e la poliomelite?” “Quando approvammo la mia legge, la Lega al Senato fu addirittura più populista di Paola Taverna, con dichiarazioni antiscientifiche. Detto questo, io penso che Salvini voglia arrivare a quel 4% di elettori no-vax in vista delle europee, sottraendoli ai 5 Stelle dopo la svolta pro-scienza fatta, pur a fatica, da Beppe Grillo”. La lettera di Salvini è un pretesto, quindi? “Più che altro un’arma di distrazione di massa: si parla dei vaccini e non si parla della Tav. Quando sono in difficoltà, Lega e 5 Stelle riaprono il fronte mediatico su un terzo tema pop, anche negativo per loro, per distrarre la gente. Una tecnica cinica, che in questo caso è fatta sulla pelle dei bambini”. (8 MAR/ red)