Roma, 12 mar – “Il rispetto degli accordi – e quindi dei rimborsi – da parte delle aziende è garantito dai registri AIFA, strumenti che assicurano il monitoraggio continuo dei pazienti in trattamento sia per l’appropriatezza terapeutica sia per i risultati delle cure – continua la nota di Farmindustria – I registri, a uso esclusivo di AIFA, sono a costo zero per l’Agenzia, perché a carico delle imprese.
È una best practice italiana: il 35% dei contratti mondiali di questo tipo sono in essere in Italia. Gli altri Paesi europei hanno quote sotto il 5%. E ancora: dal 2013 le imprese sono costrette a pagare quote di sforamento dei tetti di spesa palesemente sottofinanziati. Con un’ulteriore riduzione di fatto dei prezzi. Ci pare quindi in definitiva che il quadro sia molto chiaro. Se si considerano nel complesso: gli sconti riservati al SSN; gli sconti aggiuntivi applicati per legge (1,83% e/o 5%+5%); il payback legato ai contratti di rimborso condizionato; il payback sulla spesa farmaceutica; il prezzo effettivo dei farmaci è molto più basso di quello che appare e di sicuro il più basso in Europa”. Oggi in conferenza stampa è stato anche affrontato il tema “fondamentale per le imprese del farmaco in Italia” della prospettata revisione del prontuario terapeutico: “Proseguendo nella logica del dialogo aperto col Ministero – sottolinea ancora Farmindustria – le imprese sono pronte a portare esperienze e proposte anche su questa tematica per contribuire a individuare le scelte che rimangono ovviamente di competenza delle Istituzioni. Va ricordato che qualunque intervento in materia non può essere realizzato con logiche economicistiche. Tanto più che si tratta di farmaci a costi molto contenuti, con ricavi medi per l’industria di 5 euro a confezione, che equivalgono a pochi centesimi di terapia al giorno. In una fase di forte personalizzazione delle cure, il SSN deve garantire la disponibilità di diverse alternative terapeutiche che consentano al medico la prescrizione del farmaco più adatto al singolo paziente, per assicurare qualità, appropriatezza e aderenza alla cura”. (Roc)