Roma, 13 mar – “Quando gli ho chiesto di volere uno storytelling più disteso, meno icastico, meno veloce rispetto a quello che ha avuto in altre trasmissioni, ma più immissivo – ha anticipato Coletta – con una maggior sicurezza dei contenuti. La scelta di chiamare il programma ‘Sapiens’, lavoro su una mia fissazione che vuole raccontare il Paese con uno storytelling sia pubblico che privato. Vuole inoltre segnalare l’esigenza climatica ed ambientalista del pianeta Mondo, Raitre deve lavorare perciò su questa emergenza, rendendo consapevoli gli spettatori, come farà ‘Sapiens’ che ci sensibilizzerà su questo urgente tema”. “Siamo sul pezzo – ha rimarcato Coletta – in quanto proprio riguardo all’emergenza ambientale si terrà una grande manifestazione internazionale venerdì prossimo. La lettura di ‘Sapiens’ sarà analitica, si concentrerà su quanto l’uomo ha cooperato a questa distruzione ambientale. C’è una grande voglia di coinvolgere e sensibilizzare – ha dichiarato Coletta – i giovani e chi ha meno strumenti sull’allarme ambientale su cui non possiamo chiudere gli occhi. Tozzi nel racconto che consegna agli spettatori fornirà sempre una problematicità, ed è giusto che lo faccia, perché anche la politica se ne deve occupare”. “Ha sempre una narrazione ‘combact’ – ha definito Coletta – che pone dei quesiti. La coerenza di Tozzi consiste nel restare uno scienziato, ma anche ‘combact’, perché ci ricorda che ognuno di noi può cooperare per un mondo migliore. Ho voluto che in ‘Sapiens’ ci fosse anche una parte didattica, come stiamo facendo a Rai3 su aree diverse, come, ad esempio, la psicanalisi e altre categorie più fragili. A Tozzi ho chiesto, infatti – ha concluso Coletta – un avvio didattico con dei piccoli Ted. Proprio per questo per me ‘Sapiens’ risponde alla funzione che attribuisco al servizio di pubblico: in quanto informa, intrattiene, pone interrogativi e dà risposte. La prima puntata sarà sui fiumi”. (Pep)