Roma, 14 mar – Dopo il via libera all’accordo con la Cina arrivato dal vertice di ieri al Quirinale (ma senza 5G), continua a tenere banco nel governo la questione della “via della seta”, in vista della visita del presidente cinese Xi Jinping , che arriverà a Roma il 21 marzo. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte riferirà alla Camera due giorni prima, mentre tra i due vicepremier i toni sono un po’ diversi. Il memorandum Italia-Cina “si sta rileggendo e non è un testo sacro, non sono i dieci comandamenti: per quello che mi riguarda e che riguarda anche altri ministri tutto è perfettibile e migliorabile compreso il memorandum” afferma Matteo Salvini nel corso di una conferenza stampa alla Camera. “Da ministro dell’Interno è mia esclusiva e totale competenza garantire la protezione della sicurezza e dei dati sensibili degli italiani, quindi se ci sarà solo il lontanissimo dubbio che certe acquisizioni e certe presenze possano compromettere la sicurezza nazionale, dal ministero dell’Interno ci sarà un secco no. Sono assolutamente a favore dell’apertura di nuovi canali d’esportazione e di fatturazione per le nostre imprese, ma un altro paio di maniche è permettere la penetrazione in Italia di potenze straniere che poi possano condizionare l’economia e la politica italiana – continua Salvini – Guardate le conseguenze sull’economia greca dell’acquisizione cinese del porto del Pireo, io prima di permettere a qualcuno di investire sul porto di Trieste o sul porto di Genova ci penso non una ma 50 volte. Se ci fosse un investitore americano non avrei nessun problema, direi di sì domattina e ci stiamo lavorando ma se c’è un investimento da parte di una potenza che ancora sovrappone l’economia alla politica non c’è una competizione ad armi pari nel Wto. Ogni investimento in settori strategici necessita estrema prudenza”. (SEGUE)