Roma, 26 feb – “La Via della Seta rappresenta un’enorme opportunità per l’intero Paese ed è una partita da dentro e fuori che va colta, con il Friuli Venezia Giulia pronto a essere partner degli interlocutori cinesi non solo come terminale marittimo della Via e piattaforma logistica, ma anche con tutta la sua industria e la sua offerta turistica”. Lo ha affermato l’assessore regionale ad Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, intervenuto oggi alla tavola rotonda “The China-Italy business relationship. Partnership building the future” organizzata alla Stazione marittima di Trieste dalla Fondazione Italia-Cina, da Costa Group e Price Waterhouse Coopers. Nel 2017 l’Italia ha esportato in Cina l’equivalente di 20 miliardi di euro di prodotti, per lo più manifatturieri secondo le dogane cinesi, con una crescita tendenziale del 22 per cento. Tuttavia, si tratta ancora solo un quinto di quanto esporta la Germania, come ha ricordato il direttore della Fondazione Italia-Cina, Vincenzo Petrone. “Le possibilità di ulteriore crescita vanno allora colte”, ha rilevato Bini. Si calcola che nel 2050 Europa e Cina rappresenteranno il 32 per cento del Pil planetario. Bini ha posto l’accento sull’interesse che il Friuli-Venezia Giulia può destare nel sistema produttivo e nel mercato cinese anche al di fuori dell’asset logistico-portuale. (BIG ITALY / SEGUE)