Roma, 15 mar – C’è poi la cosiddetta norma anti-Spada, ossia una modifica, proposta dalle relatrici che sospende (anche se con effetto non retroattivo) la concessione del reddito a chi è sottoposto a una misura cautelare, anche adottata a seguito della convalida di arresto o fermo e ai condannati con sentenza non definitiva. Norma nata proprio dalle polemiche seguite alla presunta richiesta del sostegno da parte di alcuni membri del clan Spada di Ostia e che varrebbe anche per latitanti e per chi si è sottratto volutamente all’esecuzione della pena. Altra disposizione anti-furbetti è quella che prevede la permanenza nel nucleo familiare di una persona che continui a risiedere nella medesima abitazione, anche in caso di altre variazioni anagrafiche. Per quanto riguarda l’inserimento lavorativo post-richiesta, verranno convocati dai centri per l’impiego tutti i componenti del nucleo familiare che siano disoccupati da più di due anni, siano beneficiari di sussidi di disoccupazione (o lo siano stati da meno di un anno) e abbiano sottoscritto negli ultimi due anni un patto di servizio attivo sempre coi centri per l’impiego. Nel testo trasmesso dal Senato, veniva convocato solo il richiedente che apparteneva a un nucleo in cui era presente una persona in possesso di questi requisiti cui si aggiungeva l’età sotto i 26 anni. I nuovi requisiti, peraltro, non varranno per i beneficiari oltre i 29 anni e per chi avrà dato immediata disponibilità al lavoro. Se poi il navigator si renderà conto che nel nucleo familiare c’è una persona per cui l’avvio di un percorso di inclusione risulta difficoltoso, la segnalerà ai servizi per il contrasto alla povertà dei Comuni. Un altro emendamento di Nesci e Murelli recepisce l’intesa raggiunta da Governo e Regioni: viene così istituito un Piano straordinario triennale di potenziamento dei centri per l’impiego, finanziato con 340 milioni; confermate le 3mila assunzioni di navigator dal 2020 da parte delle Regioni (più altre 4600 dal 2021) e i 270 milioni per i contratti sempre coi navigator nella primissima fase di avvio del reddito. Aumentano (da 20 a 35 milioni) anche le risorse ai Caf per la presentazione delle domande. Inoltre, la pensione di cittadinanza potrà essere pagata anche in contanti e ai beneficiari del reddito si applicheranno le tariffe sociali stabilite anche per il servizio idrico, oltre che per luce e gas. (Bep)