Roma, 19 mar – Reportage del Corriere dello Sport nel Milan club di New York: “Dagli uffici di mister Elliott al Milan club ci sono meno di tre chilometri, mezz’ ora a piedi con le mani in tasca, lungo la Sesta, per arrivare sotto l’Empire. A Manhattan una distanza come questa vuol dire vicino. Nel calcio finanziario, equivale a irraggiungibile – si legge -. Paul Singer, proprietario del Milan e a capo del fondo di investimenti Elliott, impero da 34 miliardi di dollari, dovrebbe farci un salto per capire cosa è il calcio. Appena entri nella penombra del Legends Bar, al numero 6 west della 33ma, scopri che sotto l’Empire c’è San Siro. Domenica pomeriggio. Giorno di derby. Televisori sintonizzati su Milan -Inter. Al primo piano sono in una cinquantina con indosso i colori rossoneri. Ma l’inferno, come tradizione, è in basso. Venti gradini portano al sotterraneo. Lì si entra nella selva oscura: centinaia, accalcati, sbuffano, imprecano, cantano, in mezzo a una sala dove ci sono bandiere di club inglesi e dominata da una enorme con scritto Milan Club New York”. “Un fantastico mix di fedeltà e passione – si legge ancora -. Il Milan club New York non è iscritto all’associazione dei club ufficiali, ma è puro inferno, calcio & birra. E con una visione meno provinciale rispetto all’ Italia. ‘Da noi – spiega Franco Zagari, 36 anni, insegnante di Long Island, genitori calabresi di Vibo Valentia – ci sono tifosi americani, libici, asiatici’” e “si impreca in inglese ma si sente chiaro anche un ‘mmn-ghiaa’ con accento del New Jersey. Se Franco è calabrese, Giuseppe è emigrato da Siracusa quando aveva 15 anni, Santo da Palermo, Francesco fa la spola tra Milano e New York, Alessandro vive a Hoboken, di fronte a Manhattan. Dal 2008 sono un riferimento per i tifosi che passano o vivono qui. La passione della gente ripaga sempre. ‘A maggio – ricorda Zagari – ospitammo Daniele Massaro. Vennero in una quarantina di tifosi, con i figli piccoli”. (red)