Udine, 19 mar – Otto milioni in meno dal 2017 al 2018. La frenata è lieve, ma c’ è. Pesa poco più dell’1% sul totale delle esportazioni del Friuli Venezia Giulia verso il Regno Unito ed è figlia del clima d’ incertezza che si respira fuori e dentro la Gran Bretagna. “Un primo effetto Brexit – si legge sul Messaggero Veneto -, che in caso di uscita ‘no deal’ farebbe lievitare ben oltre le perdite delle aziende di casa nostra. Fino a 4,5 miliardi in meno a livello di Paese dove sono ben 43mila le aziende che esportano oltre Manica. ‘Il Regno Unito è il quarto paese di esportazione per l’Italia ed è il sesto per il Friuli Venezia Giulia’, ha precisato ieri la direttrice Lucia Piu in qualità di membro della giunta della Camera di commercio di Pordenone-Udine dando il via all’ appuntamento organizzato da Promos Italia in collaborazione con l’ agenzia delle Dogane. Obiettivo: fare il punto sulla Brexit e sui possibili effetti che questa avrà sulle realtà produttive friulane. Per farlo, la Cciaa ha chiamato in causa il direttore generale dell’ Ice (Istituto per il commercio estero), Roberto Luongo, che in videoconferenza ha fotografato lo stato di fatto e snocciolato alcune preoccupanti previsioni sul futuro: ‘Come Ice abbiamo studiato diversi scenari a seconda della modalità di uscita e in caso di no deal o uscita disordinata, l’effetto calcolato – ha annunciato il Dg – sarebbe una perdita di 4 o addirittura 5 miliardi di export difficilmente riassorbibili da altri mercati”. I settori coinvolti sono numerosi: componentistica automotive, l’ innovazione, fashion, vini. Per il Friuli Venezia Giulia quello del Regno Unito è un mercato che vale ben 723 milioni di export. (red)